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Il Resto del Carlino – La città, la sua storia all’ombra delle torri

Dalle torri più famose, Asinelli e Garisenda, a quelle nascoste, superstiti o perdute che fecero di Bologna la “selva turrita” di dantesca memoria. Storia, tecniche costruttive, cronaca e misteri dell’architettura simbolo di Bologna si intrecciano nel primo dei quattro incontri, a ingresso gratuito, del ciclo Conosciamo la storia di Bologna e le nostre strade in programma da giovedì ore 18:00 nella Sala Silentiuin del Quartiere San Vitale e promosso dall’associazione Via Petroni e dintorni. L’architetto Pietro Maria Alemagna guiderà il pubblico in un viaggio virtuale fra strade, tradizioni e storie dimenticate con l’aiuto di un imponente bagaglio iconografico di quasi 20mila immagini, mappe ricostruzioni grafiche ma anche musica e filmati. «Credo di aver fatto una lettura abbastanza originale dei temi dei nostri incontri – ha commentato Alemagna -, una lettura che risponde alla percezione di una persona curiosa che crea legami tra i luoghi e le vicende della Città, i fatti accaduti e le persone che l’hanno animata».

Quattro temi per quattro incontri che, ha spiegato il presidente del Quartiere San Vitale, Milena Naldi, «approfondiscono, scorporandolo in tematiche, il ciclo di cinque incontri con passeggiate guidate fatto a inizio anno che ha visto una densissima affluenza di pubblico». I temi sono stati selezionati proprio in base alle preferenze espresse dai cittadini e riguardano, oltre alle torri, le piazze e i mercati, i teatri e i cinematografi e l’alimentazione. Così, nel secondo appuntamento del 18 novembre, ci si sposterà fra vecchie e nuove piazze e dagli antichi banchi del mercato di Porta Ravegnana all’odierna Piazzola; il 26 novembre si salterà dalle meraviglie delle scenografie teatrali ai burattini e ai cafè chantant con uno sguardo all’evoluzione del cibo da sala che dai brustulli (semi , di zucca tostati e salati) passa al popcorn. L’ultimo appuntamento è dedicato espressamente al cibo, «ma non ai soliti tagliatelle e tortellini – avverte Alemagna -, andremo a ricostruire la tradizione storica bolognese con i suoi grandi cuochi, portando anche in tavola piatti antichi e dimenticati che degusteremo insieme a fine se-rata con un buon bicchier di vino». […]

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